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Bartolomeo Letterini (Bortolo Litterini)


Letterini Bartolomeo (Bortolo Litterini) – pittore
(Venezia, 1669-1748)

Figlio d’Agostino (allievo di Pietro Vecchia), eredita da lui la ben avviata bottega di pittore di San Canciano, aperta nel 1669, dove si era formato, insieme alla sorella Caterina (di cui ci rimane solo una Pietà di collezione privata), seguendo la cultura figurativa della corrente dei tenebrosi.
La sua prima produzione artistica è fortemente legata a questo gusto seicentesco di colori cupi e forti contrasti chiaroscurali, adottando un linguaggio consono alla produzione devozionale. Predilige scene drammatiche, con composizioni complesse spesse non convincenti, posture forzate, teatrali per la volontà di stupire lo spettatore.
Artista attento, coscienzioso e sempre preoccupato del giudizio del pubblico come risulta dalle lettere inviate allo scultore Andrea Fantoni, grazie al quale realizza alcune tele per le chiese del bergamasco.
La prima commissione pubblica risale alla fine del secolo XVII: su richiesta del vescovo Marco Giustiniani realizza le quattro scene della vita di San Lorenzo Giustiniani per il transetto delle chiesa dei Santi Maria e Donato a Murano di cui rimane l’Apparizione di Cristo Bambino datata 1697. Per la stessa chiesa esegue il Martirio di San Gerardo Sagredo, purtroppo perduto come pure il Miracolo dell’Ostia consacrata della chiesa muranese di Santo Stefano.
Dipinge molte opere di carattere religioso molte ancor oggi conservate nelle chiese veneziane. Nel 1699 firma Saturno che rapisce Filira per un soffitto di villa Giovannelli a Noventa Padovana, prima delle poche tele di soggetto profano.
Nel primo decennio del settecento comincia a comprendere che il suo linguaggio è superato, ed è influenzato dall’opera di Gregorio Lazzarini e dal suo accademismo. Dal secondo decennio i colori si schiariscono, le espressioni si addolciscono e la narrazione diventa più rilassata e distesa su influenza di Ricci, Balestra, Pellegrini e Amigoni. Ed ecco la Madonna col Bambino, san Giovanni Nepomuceno e altri santi di San Canciano e nel 1719 l’Incoronazione della Vergine di Valzurio presso Clusone.
L’influsso di Antonio Molinari e delle poetica neoveronesiana confluiscono nelle grandi tele per la chiesa di San Pietro di Murano raffiguranti la Moltiplicazione dei pani e dei pesci (1721) e le Nozze di Cana (1723).
Ritorna allo schematismo delle opere devozionali giovanili nell’ultima tela San Francesco che riceve le stigmate dipinta per la chiesa di Biancade 1732.

Opere presenti a Venezia:
– Apparizione di Cristo Bambino, Murano – chiesa dei Santi Maria e Donato
– Madonna col Bambino san Giovanni Nepomuceno e altri santi, chiesa di San Canciano
– Madonna addolorata, chiesa di San Canciano
– Madonna del Carmelo, chiesa di San Canciano
– La moltiplicazione dei pani e dei pesci, Murano – chiesa di San Pietro
– Le nozze di Cana, Murano – chiesa di San Pietro
– San Giovanni in croce in adorazione della Madonna del Carmelo, Gallerie dell’Accademia
– Crocifissione, chiesa di San Giovanni Crisostomo
– Cristo morto accolto dal Padre Eterno e dallo Spirito Santo, chiesa della Madonna dell’Orto
– Vergine Addolorata ss. Giovanni di Matha, chiesa della Madonna dell’Orto
– Santi Anna, Giuseppe e Antonio da Padova, chiesa di Sant’Alvise

Testo tratto dal cd della Parrocchia di San Canciano





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